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Diventare freelance: da dove cominciare

da | Comunicazione, Freelance, personal brand

Identifica il tuo scopo personale

Se vuoi diventare freelance, la base da cui ti consiglio di partire è il tuo scopo personale. Lo so, detto così può sembrare spaventoso. Mi dirai: “come posso capire il mio scopo così su due piedi?”.

Ti assicuro, però, che non è necessario dedicare a questa risposta anni di psicoterapia: puoi trovarla lavorando profondamente su te stessa attraverso due domande che ti lascio qui di seguito.

  • Cosa ti piace fare che potresti collegare a un lavoro? Ad esempio, se sei a tuo agio con l’organizzazione e la pianificazione, puoi iniziare a dare uno sguardo a lavori come l’assistente virtuale o la wedding planner.
  • Quali sono i tuoi “talenti”? Visto che la parola “talento” è molto impegnativa, proviamo a porre la domanda diversamente: quali attività ti risultano più facili? Ti aiuto: hai mai fatto caso ai complimenti che ricevi spesso dagli altri? Trova elementi comuni che puoi ricondurre a qualcosa nello specifico. Ad esempio, se tante persone ti dicono “sei una persona così creativa!” e “vorrei saper scrivere come te” puoi mettere insieme questi elementi, dal loro incrocio, valutare le professioni di copywriter o ghostwriter.

Quando hai trovato le prime risposte, prova a porti domande più specifiche.

Una volta tracciata una base di partenza, potrai lavorare su come differenziarti da altre persone che si inseriscono nel tuo settore e su come avere ispirazioni originali.

La mia esperienza

Per farti un esempio concreto ti parlo della mia esperienza, che non è stata lineare come invece spesso accade. Mi è capitato, per questo, di sentirmi sbagliata: sono una persona piena di interessi e di curiosità, sempre pronta a intraprendere tanti progetti nuovi di lavoro, ma mi sembrava di tradire le aspettative che tutti si facevano su di me. 

Nei tanti anni in cui ho lavorato come dipendente in agenzie di comunicazione sono stata frenata dalle circostanze, ma una volta aperta la partiva iva, avendo scelto di diventare freelance, lo scenario è cambiato completamente.

I primi anni ho avuto una confusione generale su quale fosse il mio scopo. Sono passata dal lavorare come grafica e web designer a specializzarmi come fotografa e filmmaker. A un certo punto mi sono chiesta se non fosse sbagliato fare così tanti lavori. Mi sono detta: Chiara, chi sei? Sei una grafica, una fotografa o una filmmaker?

Mettiamoci anche che ho sempre avuto la passione per il disegno e ho deciso di studiare illustrazione da autodidatta. La sindrome dell’impostore dei 20 anni mi ha fatto scegliere di studiare grafica perché non ho mai considerato la possibilità di fare l’illustratrice, non essendo brava come Picasso o Van Gogh – riferimenti abbordabili, come vedi. 

Quindi: perché ti ho raccontato tutto questo?

Perché a un certo punto è arrivato il momento in cui, complice la maturità lavorativa, ho capito che tutte queste passioni potevano essere delle competenze trasversali. Che non dovevo per forza scegliere un’unica definizione di me. Che la creatività era alla base del mio scopo personale e che non l’avrei più abbandonata, anzi direi che non l’avrei più rinnegata. E tutto quello che ho imparato cambiando spesso lavoro l’ho poi fatto confluire in ununica professionalità.

È un percorso non semplice e diverso per tutti. Liberarsi dai sentieri dettati dalle convenzioni e da ciò che ci hanno indicato fin da piccoli. Tenere la parte buona e capire la nostra vera strada. Non lasciarci trasformare da quello che gli altri si aspettano da noi. 

Per me questo è ciò che ci differenzia dagli altri e in particolare dalle persone che fanno il nostro stesso lavoro: nessuno ha percorso la tua stessa strada, quindi nessuno ha il tuo esatto modo di lavorare.

Ognuno di noi ha un’identità e una professionalità diversa, che può incontrare la giusta clientela: costruisci la tua, io ti aiuterò a comunicarla nel modo giusto.

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La maggior parte del tempo libero mi piace leggere. In questo spazio condividerò con te articoli riguardanti la comunicazione visiva che è parte del mio lavoro, ma anche qualche curiosità sulla vita da freelance. 

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